La Rade di Ginevra e le sue insegne luminose: un patrimonio tutelato dalla legge

Una tradizione nata negli anni ’30
È negli anni ’30 che compaiono le prime insegne luminose sui tetti della Rade. Le case orologiere, le banche e i grandi marchi comprendono allora che, stabilendosi di fronte al lago, si rivolgono sia ai ginevrini che a un pubblico internazionale sempre più numeroso.
Nel corso dei decenni, queste lettere luminose sono diventate parte integrante del paesaggio urbano. Dal quai du Mont-Blanc e dal quai des Bergues fino al quai Gustave-Ador e al quai Général-Guisan, formano una linea dell’orizzonte riconoscibile a prima vista.
Ciò che contraddistingue la Rade è l’armonia dell’insieme. Le insegne non sono posizionate a caso: lettere traforate, altezza limitata, distanza dalla facciata, colori definiti in base ai settori. Queste regole conferiscono al paesaggio coerenza ed eleganza.
Questa luce fa parte dell’esperienza di Ginevra. Accompagna le passeggiate lungo le rive, si riflette sulle acque del lago e fa da cornice al Jet d’eau nelle foto scattate da ogni parte del mondo. È diventata parte integrante del patrimonio vivente della città, un segno distintivo che rende unico questo luogo.

Quando la normativa tutela l’insegna
È un fatto poco noto, ma che la dice lunga: la normativa ginevrina non si limita a regolamentare le insegne della Rade, ma ne garantisce la continuità. Il regolamento del piano urbanistico della Rade (piano urbanistico «La Rade» n. 28392 del 4 ottobre 1993) prevede espressamente che, in occasione della costruzione o della ristrutturazione di un tetto situato all’interno del perimetro protetto, debba essere riservato uno spazio per l’eventuale installazione di un’insegna luminosa.
In altre parole, sulla Rade l’insegna luminosa non è semplicemente tollerata: è addirittura prevista. Il legislatore ha riconosciuto che essa costituisce parte integrante dell’identità del sito, al pari dell’architettura dei quai. Qualsiasi installazione rimane tuttavia soggetta al parere preventivo della commissione competente e a un’autorizzazione preventiva, il che preserva la qualità dell’insieme. Per i dettagli sulle norme, consultate il nostro articolo sulla regolamentazione delle insegne luminose a Ginevra.
Questo rigido quadro normativo ha una conseguenza diretta: gli spazi sono rari, limitati per loro natura e quindi molto ambiti. Cambiano raramente proprietario. Per un marchio, ottenere uno spazio sui tetti della Rade equivale a entrare a far parte di un patrimonio di grande valore. Per il proprietario di un immobile, è l’occasione per valorizzare un tetto che la normativa destina proprio a questo uso.

L’Agence M.P. Berthoud, custode di un savoir-faire
Da oltre 60 anni, l’Agence M.P. Berthoud è l’ente di riferimento per le insegne luminose sui tetti a Ginevra. Funge da tramite tra i marchi, i proprietari e le autorità e accompagna ogni progetto, dalla scelta dell’ubicazione fino all’installazione.
Le installazioni recenti perpetuano questa tradizione: Capital Group sul Quai des Bergues, Dior e Azura sul Quai Général-Guisan, o ancora la Banque Edmond de Rothschild sul Quai Gustave-Ador.
Siete un marchio o un proprietario e desiderate partecipare alla storia luminosa della Rade? Contattate l’Agence M.P. Berthoud →
A partire dagli anni ’30. Le case orologiere, le banche e i grandi marchi sono stati i primi a stabilirsi sui tetti dei moli, di fronte al lago.
Il piano urbanistico della Rade non impone la presenza di un'insegna sui tetti. Prevede invece che, in occasione della costruzione o della ristrutturazione di un tetto all'interno dell'area protetta, vengano predisposti lo spazio e le strutture necessarie per l'eventuale installazione di un'insegna luminosa.
No. Le dimensioni, i colori, il tipo di caratteri e la collocazione sono regolamentati. Alcuni settori, come quello del tabacco e degli alcolici, sono inoltre soggetti a restrizioni pubblicitarie. In ogni caso, è obbligatoria un’autorizzazione amministrativa preventiva.